Il Taijiquan è un’arte Marziale che utilizza per il combatimento dei principi specifici che si rifanno all’alternanza Yin/Yang, e porprio grazie a questa specifica caratteristica, lo studio del Taiji Quan porta anche benessere psicofisico e una indicazione filosofica insegnando ad assecondare le forze che ci aggrediscono per poterle guidare a nostro vantaggio.

 

Il Taiji quan nasce come arte marziale già dalla sua codifica , intorno al 1600 d.c., per opera del Gran Mà Chen Wanting (9° generazione della famiglia Chen).

Nel secolo scorso, specialmente in occidente, ha avuto “successo” e si è diffuso però quasi esclusivamente per la parte legata alla salute, essendosi rivelato un eficace metodo di riequilibrio posturale e psicoenergetico, specialmente negli adulti e negli anziani, tanto da aver indotto medici e ricercatori a studi apporfonditi sui benefici derivanti dalla pratica.

Nel nostor metodo di lavoro però, pur mantenendo l’aspetto del benessere, teniamo molto all’aspetto funzionale dell’Arte Marziale. In realtà questi due aspetti, che derivano dalla stessa radice filosofica da cui traggono i principi, non sono separati ma anzi diciamo che sono insindibili là dove si afferma che “la forza di un praticante sta nel proprio radicamento ed equilibrio, nella capacità di connessione e gestione delle strutture fisiche ed emotive proprie e dell’avversario.

Nei nostri corsi di Taiji quan classico perciò studiamo le forme (Lu) e le loro applicazioni, oltre che il Tui Shou (spinta con le mani) ed il combattimento libero.

Il Taiji Quan, nonostante in occidente si sia espanso più come ginnastica medica dolce, è in realtà un'arte marziale dagli ottimi risultati.

Lo studio dei movimenti in maniera lenta serve per poter applicare ai movimenti quei principi che ne fanno appunto un'arte marziale efficace, in primis la capacità di essere cedevoli di fronte ad una forza bruta assecondandone la direzione per poi poterla guidare dove a noi fa più comodo. Quindi la lentezza è uno strumento di studio mentre l'applicazione di questi principi che richiedono uno studio profondo e costante, verrà espressa a velocità congrua alla situazione di conflitto. Come in tutte le arti marziali l'allenamento è diretto al condizionamento del praticante e del suo corpo ma in questo caso, invece di condizionare il corpo a resistere ai colpi degli avversari, cercando di sferrarne di più forti e veloci, si condiziona il corpo all'ascolto della forza dell'altro che, una volta "afferrata", potrà essere guidata fino a neutralizzarne l'efficacia o addirittura rivolgerla contro a chi l'ha espressa.

Come è ovvio pensare, sarebbe molto più semplice e immediato allenare il corpo ad essere forte, robusto e veloce ed è proprio per questo che intendere ad oggi il Taiji come arte marziale efficace, vuol dire essere disposti ad affrontare un percorso difficile, in quanto non solo il corpo dovrà essere forte (muovendosi lentamente e in posizioni molto basse la muscolatura si sviluppa rendendo comunque forti), ma dovrà essere guidato da una mente quieta e lucida soprattutto nel momento del conflitto. E' chiaro quindi che la valenza marziale del Taiji quan ha molteplici aspetti e applicazioni, sia fisici che mentali, ed è per questo che nelle nostre classi studiamo sia la forma a mani nude che il lavoro a coppie, con e senza protezioni.

Possiamo dire che un buon praticante di Taiji quan, dopo un percorso serio di studi, non solo sarà capace di difendersi se aggredito, ma saprà evitare le aggressioni sia fisiche che mentali, dimostrando una presenza e tranquillità di spirito tale da non porre mai in grado l'aggressore di trovare nel suo corpo e nella sua mente punti di "applicazione".

 

La differenza dei vari stili di Taiji quan sta solo nell’applicazione pratica dei principi studiati, in alcuni stili potremmo trovare posizioni più “basse” rispetto ad altri, le mani (shǒu xing) con diversi “atteggiamenti”, lo studio più o meno profondo del movimento a spirale (Chan si jin) ma per tutti varranno come fondamento i principi derivanti dal principio Daoista dell’alternanza Yin/Yang. Questo vuol dire che in realtà non esiste uno stile “migliore” di Taiji ma esiste solo il Taiji e il non Taiji e questo prevalentemente dipende non solo dall’insegnate che vi trovate difronte ma soprattutto dalla tradizione di insegnamento da cui proviene. Il Taijiquan in poche parole “è uno”, così come la forma praticata altro non è che un solo moviemento continuo e connesso che inizia dal wu ji (l'energia allo stato puro, cioè non ancora manifestata è senza spazio e senza tempo - Wu significa assenza, negazione. Ji, significa ultimo, alto, assoluto. Wu ji significa dunque stato di calma assoluta).

In realtà il Taiji Quan può essere praticato da chiunque e a qualsiasi età soprattutto perchè avendo molte sfaccettature, ogni studente e praticante, può liberamente scegliere l’aspetto che più si confà alle proprie esigenze. Nel Taiji quan non si deve “riuscire bene”, non c’è un punto d’arrivo ma uno studio continuo e costante, che, seguendo ovviamente i principii inseganti dai vari Maestri, diventa comunque una pratica del tutto personale.

"La miglior strategia in guerra è vincere senza combattere" scriveva il generale e filosofo cinese Sun Tzù.

Parlare di difesa personale infatti non deve far pensare a persone che con capriole volanti si lanciano in attacchi arditi sventolando braccia e gambe in tutte le direzioni come nei migliori (o peggiori) film  di azione che sempre più frequentemente invadono i nostri teleschermi, La difesa personale oltre a prevedere tecniche di difesa valide offre un respiro molto più ampio che ha anche un valore psicologico da non sottovalutare. Come comportarsi in certe occasioni? Come reagire al panico? Come poter reagire nel caso non si riveli possibile evitare uno scontro? e se dobbiamo reagire: come? dove colpire? come muoversi?

Sono dell'idea che una donna di media corporatura è sempre più debole di un uomo di media corporatura e quindi la donna parte molto svantaggiata ma ci sono caratteristiche come il sapersi porre, il sapere come muoversi prima durante e dopo l'aggressione, il saper  colpire nei tempi e nelle distanze giuste, il saper gestire sguardo e mantenere equilibrio e morbidezza (che non si imparano "dal niente" ma comportano allenamenti specifici per l'equilibrio fisico e per l'allenamento del sistema vagale), tutti elementi che possono davvero essere determinanti in caso di bisogno.

La difesa personale è quindi un'EDUCAZIONE AL PERICOLO: (minacce esterne e controllo emotivo), un training fisico e mentale che permette a chiunque di imparare a gestire situazioni di rischio, proteggere la propria incolumità, reagire innanzitutto alle paure ed imparare ad attingere alle proproe risorse fisiche e mentali in ogni condizione di potenziale pericolo.

Ed ecco che una donna ha tutte le carte per poter dar filo da torcere al suo aggressore e avere maggiori possibilità di "cavarsela" grazie ad un metodo di difesa basato sulla realtà e sulla immediata e concreta necessità di fornire risposte a situazioni che rivestono il carattere della imprevedibilità.

 

 

Risulta abbastanza evidente che al giorno d'oggi lo studio delle armi tradizionali cinesi (Dao, Jian, Guan Dao..) non sia indirizzato, come in origine, allo scopo di imparare uno strumento di difesa efficace. Oggi nessuno se ne va per strada con una spada la fianco, con una sciabola di traverso sulla schiena o impugnando un'alabarda, ma allora perché ancora si studiano queste forme nella pratica del Taiji quan, che abbiamo affermato è una vera e propria arte marziale efficace nel combattimento e nella difesa personale?

 

Ad oggi lo studio di queste armi serve essenzialmente per rinforzare il corpo, come nel caso del Guan Dao (alabarda) aggiungendo una difficoltà alla pratica e fornendo dei riferimenti in movimento che altrimenti non sarebbero così evidenti.

 

Con il Jian (Spada) per esempio si studia in maniera molto raffinata la connessione strutturale, fino a riuscire a sentire la lama come prolungamento del proprio corpo, dentro la quale si svolge e riavvolge una spirale stretta e penetrante, oltre ad essere un ottimo allenamento per la parte inferiore del corpo data la presenza nella forma di posizioni molto basse.

 

Quindi, come in realtà per le forme a mani nude, le forme con armi sono soltanto uno strumento per far propri quei principi che caratterizzano il Taiji quan.

 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI LEGGI L'ARTICOLO:  DOMANDE AL M°.PACE